Il Comitato Fondatore ha definito 3 aree di intervento chiamate:
Sharing Istruzione
Sharing Salute
Sharing Crescita
La strategia di base è di puntare all’eliminazione della povertà ed incentivare la crescita socio-economica attraverso la lotta all’analfabetismo e alle epidemie croniche.
Pertanto, la Scuola e la Sanità saranno gli obiettivi inscindibili di Sharing Life.
L’analisi dei dati relativi al livello d’istruzione e salute del paese, ha messo in evidenza quanto segue:
Un’allarmante mancanza d’informazione, più grave nella fascia di età 14 – 24 anni, soprattutto per quanto concerne le malattie a trasmissione sessuale e le modalità di prevenzione.
Prevalenza dell’HIV che rimane molto alta: 18 – 20%.
Percentuale molto alta di trasmissione del virus HIV tra coppie discordanti e tra madre e bambino
Una percentuale preoccupante di malattie a trasmissione sessuale – gonorrea, sifilide, clamidia, ureaplasma - che nella fascia 16– 35 anni costituiscono, a nostro giudizio, il fattore di rischio più importante per la trasmissione del virus HIV.
In piena sintonia con le raccomandazioni dell’OMS , dell’UNICEF e di UNAIDS 2005, Sharing Life ha deciso di intervenire simultaneamente su due fronti: la scolarizzazione e la sessualità senza rischi, con particolare attenzione alla trasmissione dell’HIV dalla madre al bambino. Il Comitato Zambiano ha indicato nel distretto di Chisamba – Karubwe, l’area di intervento di Sharing Life.
In questo contesto, la salute della mente (istruzione e informazione) viene protetta congiuntamente con la salute sessuale. Insieme garantiscono la Salute Globale dell’Uomo e della Donna, e con essa la crescita della Società.
UNA STRADA ALTERNATIVA: LA MEDIAZIONE CON LA CHIESA CRISTIANA
Il Meeting di Novembre 2005, a Ginevra, dell’UNAIDS e OMS, ha rafforzato il concetto di agire contestualmente sulla prevenzione e sulla cura se si vogliono ottenere risultati positivi nei prossimi 15-20 anni. Tuttavia, a livello internazionale rimane drammaticamente aperta la questione del preservativo come unica arma di protezione in alternativa alla dottrina preventiva basata sull’astinenza e sulla fedeltà di coppia.
I risultati ottenuti in Uganda con l’applicazione del principio A, B, C [A(Abstinence)=Astinenza; B(Be Faithful) = Fedeltà; C(Condom) = preservativo] sono stati usati, forse in modo strumentale, da entrambi i gruppi di opinione. Infatti, l’apparente riduzione della prevalenza dell’HIV-AIDS (nella donna è passata dal 20% al 13% e nell’uomo dal 15% al 9% dal 1994-95 al 2003) ;originariamente attribuita a modificazioni comportamentali è purtroppo dovuta all’aumento del tasso di mortalità della popolazione. Circa il 5% della riduzione del 6.2%, è stata causata da un’aumentata mortalità (UNAIDS, Dicembre 2005).
I ricercatori hanno anche evidenziato che, buona parte della popolazione osservata non pratica l’astinenza e la fedeltà e la proporzione dei teenagers con partners sessuali multipli è invece aumentata considerevolmente (da meno del 25% nel 2000, a quasi il 35% nel 2003). Sul lato della prevenzione i dati raccolti dimostrano infine che l’uso del preservativo, diffusosi nelle relazioni sessuali occasionali, rimane un fattore rilevante per la riduzione della prevalenza dell’HIV (Wawer e altri, 2005; UNAIDS, 2005)
Poiché anche il personale medico di Sharing Life ha riscontrato grosse difficoltà operative per la diffusa opposizione all’uso del preservativo, l’organizzazione ha aperto un dialogo costruttivo con la comunità Cristiana ed ha promosso lo studio di una soluzione di compromesso per salvaguardare la vita delle popolazioni a rischio e la morale cristiano-cattolica.
Secondo la Chiesa Cristiana il rapporto sessuale dev’essere finalizzato unicamente alla procreazione. Non deve quindi esservi dispersione del seme maschile laddove e nei tempi in cui sarebbe possibile concepire una nuova vita. Tenendo conto che il periodo di fertilità della donna si posiziona tra il 13° e 16° giorno del ciclo, l’uso del preservativo al di fuori del periodo fertile non contravviene alcuna norma religiosa.
Durante il periodo fertile la coppia che non vuole figli si ASTIENE; la coppia che vuole figli adotta i criteri di protezione proposti nel progetto.
Con questo criterio, prevediamo di ridurre al 3% il rischio di trasmissione da partner a partner, e al 2% da madre a bambino. Con la terapia antiretrovirale della madre e del bambino, avremo ridotto a ZERO, la trasmissione madre-bambino.
Con il criterio di 28 rapporti sessuali mensili non protetti (la media Africana), abbiamo la pandemia che tutti conoscono. Con 4 rapporti guidati o astenuti e 24 rapporti protetti, abbiamo, forse, dato il via al declino della pandemia HIV-AIDS. |