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LOTTA ALL'AIDS

Come è ormai noto, l’HIV/AIDS sta decimando le popolazioni del continente africano, in particolare il virus si propaga con estrema ferocia nell’Africa sub-sahariana dove l’infezione si trasmette soprattutto per via etero-sessuale.

Questa pandemia ha causato un drastico abbassamento dell’età media di sopravvivenza: dai 60 anni di 15-20 anni or sono ai 40 anni di oggi. Si sta perdendo un’intera generazione. E’ quindi estremamente urgente arginare questa pandemia, agendo soprattutto sui futuri genitori, impedendo la reciproca infezione e prevenendo la trasmissione materno-fetale del virus.

Dato che pochi conoscono il proprio stato sierologico (se positivi o negativi al virus), oggi esistono solo due modi per evitare l’infezione: l’astensione sessuale e l’uso del profilattico. Entrambi i metodi preventivi impediscono però il concepimento, quindi, se una coppia decide di voler un figlio, deve assumersi il rischio di contagio tra partners e nondimeno quello maggiormente grave di trasmettere il virus al nascituro.

E’ quindi necessario mettere in atto strategie tali da garantire il concepimento e nel contempo evitare o diminuire il rischio di l’infezione. Sharing Life nel progetto Istituto per la Salute della Coppia vuole rispondere all’emergenza sanitaria ed economica dello Zambia anche perchè è convinta che tale modello operi nel pieno rispetto della cultura e della religione del paese.

OBIETTIVO GENERALE
Sharing Life agisce in tutti i comparti della realtà economica e sociale e mira a ridurre il livello di povertà dei paesi in cui opera promuovendo la salute e l’educazione per formare delle future generazioni sane e consapevoli in grado d’intervenire positivamente sull’economia dei paesi d’appartenenza. L’organizzazione si avvale dell’aiuto di volontari ed esperti, in cooperazione con le popolazioni interessate e in armonia  con i piani di sviluppo locali.

OBIETTIVI SPECIFICI
L’obiettivo è quello di promuovere ed implementare un modello di Controllo e Prevenzione delle Malattie a Trasmissione Sessuale per la prevenzione HIV-AIDS.
Il modello è stato messo a punto da un’equipe di medici, educatori, psicologi e sessuologi.

Quali i risultati attesi:
- Ridurre la prevalenza delle infezioni a trasmissione sessuale (STI) del 75% in 5 anni e dell’85% in 10 anni
- Ridurre la pandemia dell’HIV del 50% nei primi 10 anni e dell’80% nei successivi 20 anni
- Sviluppare un “vaccino-DNA” nei prossimi 3 anni

Questo modello, pur intervenendo sul singolo, è stato studiato per agire su comunità di diversa natura e grandezza: da piccoli gruppi fino ad interi paesi (circa 10.000.000 di persone.  L’intervento è direttamente mirato all’eradicazione dell’HIV attraverso il controllo e la prevenzione delle Malattie a Trasmissione Sessuale (STI) ed avviene su tre livelli: sanitario,educativo ed informativo. Strategicamente non si rivolge esclusivamente al paziente ma a tutta la comunità di medici, educatori, insegnanti, studenti e genitori. Le attività cliniche ed educative, già in corso in diverse aree rurali, avranno luogo presso l’University Teaching Hospital (UTH) di Lusaka nelle seguenti unità: Centro di Riproduzione Protetta ed Assistita, Centro per il Controllo della trasmissione HIV materno-fetale, Centro per la Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Perineo, Centro per la Cura delle disfunzioni Sessuali Maschili e Femminili, Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie a Trasmissione Sessuale, Centro Corsi educativo-formativi e Ricerca.

La strategia di Sharing Life ONLUS è quella di costruire e attuare  un nuovo “modello educativo”, che poi le singole autorità nazionali dovranno estendere su tutto il territorio di loro competenza. In tale modello si prevede di strutturare una strategia rispettosa della complessità sottesa ai comportamenti rischiosi per la diffusione HIV e puntare prioritariamente sulle dimensioni psicologiche, sociali e culturali.

Prima ancora di arrivare ad essere compreso dal bambino o dal genitore, il modello deve essere compreso a livello più istituzionale, per attuare un vero, profondo e radicale cambiamento delle attitudini comportamentali. Si rivolge quindi preventivamente a capi di stato, ministri e dirigenti di ONG per l’accettazione.

 La prima area d’intervento è stata lo Zambia. L’applicazione del progetto pilota in quest’area è data dall’esistenza di rapporti consolidati e di fiducia con il Governo locale e, nondimeno, alla già avvenuta accettazione del modello stesso .

Sanità + Educazione = Sviluppo

La strategia di base è di puntare all’eliminazione della povertà ed alla crescita socio-economica attraverso la lotta all’analfabetismo e alle epidemie croniche
Pertanto, la Scuola, la Sanità e l’Informazione saranno gli strumenti inscindibili della Sharing Life ONLUS.

Una Società devastata da grandi pandemie quali la malaria, la tubercolosi e l’HIV-AIDS, non è in condizioni di crescere.
Una Società priva di istruzione non ha accesso alla conoscenza e all’informazione: strumenti fondamentali per la difesa della Salute del Singolo e della Comunità

Le motivazioni di base che hanno concorso allo sviluppo della Pandemia in Africa ed in particolare nell’Africa sub-sahariana sono molteplici:

Povertà;
Scarse condizioni igienico-sanitarie generali;
Politiche informative e preventive scarse;

Ma il fattore principale che ha consentito la drammatica diffusione del virus sono senza dubbio le STI (Sexually transmitted infections), ed è per questa ragione che Sharing Life è fortemente convinta che la lotta all’HIV-AIDS deve trasformarsi in una lotta alle STI e HIV-AIDS)

Il Comitato Fondatore ha definito 3 aree di intervento chiamate:

Sharing Istruzione
Sharing Salute
Sharing Crescita

La strategia di base è di puntare all’eliminazione della povertà ed incentivare  la crescita socio-economica attraverso la lotta all’analfabetismo e alle epidemie croniche. Pertanto, la Scuola e la Sanità saranno gli obiettivi inscindibili di Sharing Life.

L’analisi dei dati relativi al livello d’istruzione e salute del paese, ha messo in evidenza quanto segue:

Un’allarmante mancanza d’informazione, più grave nella fascia di età 14 – 24 anni, soprattutto per quanto concerne le malattie a trasmissione sessuale e le modalità di prevenzione.
Prevalenza dell’HIV che rimane molto alta: 18 – 20%.
Percentuale molto alta di trasmissione del virus HIV tra coppie discordanti e tra madre e bambino
Una percentuale preoccupante di malattie a trasmissione sessuale – gonorrea, sifilide, clamidia, ureaplasma - che nella fascia 16– 35 anni costituiscono, a nostro giudizio, il fattore di rischio più importante per la trasmissione del virus HIV.

In piena sintonia con le raccomandazioni dell’OMS , dell’UNICEF e di UNAIDS  2005, Sharing Life ha deciso di intervenire simultaneamente su due fronti: la scolarizzazione e la sessualità senza rischi, con particolare attenzione alla trasmissione dell’HIV dalla madre al bambino. Il Comitato Zambiano ha indicato nel distretto di Chisamba – Karubwe, l’area di intervento di Sharing Life.

In questo contesto, la salute della mente (istruzione e informazione) viene protetta congiuntamente con la salute sessuale. Insieme garantiscono la Salute Globale dell’Uomo e della Donna, e con essa la crescita della Società.

 

UNA STRADA ALTERNATIVA: LA MEDIAZIONE CON LA CHIESA CRISTIANA
Il Meeting di Novembre 2005, a Ginevra, dell’UNAIDS e OMS, ha rafforzato il concetto di agire contestualmente sulla prevenzione e sulla cura se si vogliono ottenere risultati positivi nei prossimi 15-20 anni. Tuttavia, a livello internazionale rimane drammaticamente aperta la questione del preservativo come unica arma di protezione in alternativa alla dottrina preventiva basata sull’astinenza e sulla fedeltà di coppia.    

I risultati ottenuti in Uganda con l’applicazione del principio A, B, C [A(Abstinence)=Astinenza; B(Be Faithful) = Fedeltà; C(Condom) = preservativo] sono stati usati, forse in modo strumentale, da entrambi i gruppi di opinione. Infatti, l’apparente riduzione della prevalenza dell’HIV-AIDS (nella donna è passata dal 20% al 13% e nell’uomo dal 15% al 9% dal 1994-95 al 2003) ;originariamente attribuita  a modificazioni comportamentali è purtroppo dovuta all’aumento del tasso di mortalità della popolazione. Circa il 5% della riduzione del 6.2%, è stata causata da un’aumentata mortalità (UNAIDS, Dicembre 2005).

I ricercatori hanno anche evidenziato che, buona parte della popolazione osservata non pratica l’astinenza e la fedeltà e la proporzione dei teenagers con partners sessuali multipli è invece aumentata considerevolmente (da meno del 25% nel 2000, a quasi il 35% nel 2003). Sul lato della prevenzione i dati raccolti dimostrano infine che l’uso del preservativo, diffusosi nelle relazioni sessuali occasionali, rimane un fattore rilevante per la riduzione della prevalenza dell’HIV (Wawer e altri, 2005; UNAIDS, 2005)

Poiché anche il personale medico di Sharing Life ha riscontrato grosse difficoltà  operative per la diffusa opposizione all’uso del preservativo, l’organizzazione ha aperto un dialogo costruttivo con la comunità Cristiana ed ha promosso lo studio di una soluzione di compromesso per salvaguardare la vita delle popolazioni a rischio  e la morale cristiano-cattolica.

Secondo la Chiesa Cristiana il rapporto sessuale dev’essere finalizzato unicamente alla procreazione. Non deve quindi esservi dispersione del seme maschile laddove e nei tempi in cui sarebbe possibile concepire una nuova vita. Tenendo conto che il periodo di fertilità della donna si posiziona tra il 13° e 16° giorno del ciclo, l’uso del preservativo al di fuori del periodo fertile non contravviene alcuna norma religiosa.

Durante il periodo fertile la coppia che non vuole figli si ASTIENE; la coppia che vuole figli adotta i criteri di protezione proposti nel progetto.

Con questo criterio, prevediamo di ridurre al 3% il rischio di trasmissione da partner a partner, e al 2% da madre a bambino. Con la terapia antiretrovirale della madre e del bambino, avremo ridotto a ZERO, la trasmissione madre-bambino.

Con il criterio di 28 rapporti sessuali mensili non protetti (la media Africana), abbiamo la pandemia che tutti conoscono. Con 4 rapporti guidati o astenuti e 24 rapporti protetti, abbiamo, forse, dato il via al declino della pandemia HIV-AIDS.

 
  Donami.org
  20/04/10
 
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  Estrazione Lotteria
  01/03/10
 
Primo premio: biglietto numero 0961, BIGLIETTO AEREO PER LO ZAMBIA PER UNA PERSONA; Secondo premio: biglietto numero 1128,QUADRO DI ENRICO LABRIOLA AUTOGRAFATO DALL'AUTORE; Terzo premio: biglietto n
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  Conferenza Internazionale
  22/02/10
 

16-06-2010. Presentazione a Roma del modello Utttac. La presentazione avverrà in collaborazione col Gruppo degli Ambasciatori Africani a Roma e si terrà di fronte ad ambasciatori, alla stampa e a impo
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Non di solo denaro può essere una donazione. Spesso nella nostra attività in Africa ci troviamo a far fronte alla mancanza di beni per portare avanti le nostre attività. In un ospedale spesso la mancanza di cerotti, garze, siringhe, lettini, macchinari specifici, possono causare ritardi nelle cure, ed in contesti come quello africano, ciò si può tradurre in una corsa contro il tempo con la morte.

 
 
   
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