storia - Sharing Life

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chi siamo

Sharing Life Onlus

Sharing Life è una organizzazione umanitaria che opera in Zambia dalla fine degli anni 90. Nel 2005, con l’apertura della sede operativa in Zambia, realizza direttamente progetti di cooperazione internazionale in ambito medico-sanitario ed educativo.
La Onlus si prefigge l’eliminazione dell’HIV/AIDS a livello locale/nazionale/internazionale, in particolare in Zambia: qui, l’AIDS miete infatti tra 45.000 e 50.000 vittime ogni anno, mentre si registrano 90-100.000 nuove infezioni da HIV ogni anno. I dati ufficiali dicono che più del 14% della popolazione (quasi due milioni di persone) è sieropositiva, con picchi del 20% in alcune aree.
L’HIV costituisce un freno sociale ed economico, bloccando lo sviluppo di uno stato dalle enormi potenzialità e costituendo al tempo stesso un costo che appesantisce la spesa pubblica e frena gli investimenti interni. La forza di Sharing Life risiede nell’impianto scientifico-professionale di livello superiore: Sharing Life possiede tre comitati scientifici (Medico, Educativo, Comunicazionale) nei quali figurano professionisti di fama riconosciuta: urologi, andrologi, infettivologi e pedagoghi, professori e docenti universitari, i quali assistono attivamente i progetti nelle aree pilota, orientando gli interventi medico sanitari, educativi, di mass-communication e informativi.

 
 

La storia
Sharing Life è ufficialmente nata nel 1999 nell’area della Foresta di Karubwe, nel distretto di Chibombo, Zambia, con la costituzione di un “Joint Committee for the management of Karubwe & Chisamba Forests”; la Commissione comprendeva, oltre a Sharing Life, i rappresentanti locali del Governo e dell’autorità tribale. Il Comitato Congiunto aveva come scopo il controllo e la pianificazione dell’uso delle foreste e degli animali selvatici da parte degli occupanti abusivi che avevano già fatto nascere il villaggio di Katete, mentre nuovi arrivati si insediavano in modo incontrollato in ogni angolo delle foreste. Le uniche attività di sostentamento di questa popolazione sono da sempre state la produzione di carbonella, la vendita di sabbia per l’edilizia e la caccia di frodo: questo sfruttamento intensivo determinò, alla fine degli anni ‘90 la parziale distruzione della Foresta (nonostante la minaccia del Governo centrale di inviare l’esercito e i numerosi tentativi di Sharing Life di fare approvare un piano di sfruttamento sostenibile del grande patrimonio esistente).
Di fronte all’impotenza del Governo e al contenzioso tra esso e la capo tribù Mungule, Sharing Life decide di spostare la sua attenzione verso l’educazione e l’assistenza sanitaria della popolazione che aveva occupato i 20.000 ettari di foreste e di quella che lavorava nelle numerose fattorie circostanti. La vecchia e fatiscente scuola elementare e secondaria di Kamaila e il villaggio di Katete divennero l’obiettivo di Sharing Life, che intensifica gli interventi educativi ed alimentari, provvidenziali nel periodo della siccità del 2002-2003. Fallito il “Comitato di gestione congiunta”, nel 2003 l’Associazione venne registrata in Italia come associazione di volontariato, prima di diventare “Sharing Life Onlus” nel 2005. In Zambia, lo stesso anno nasce “Sharing Life NGO-Zambia”. Con la nuova sede operativa di Lusaka, spinti da dati epidemiologici relativi alla diffusione dell’HIV sempre più preoccupanti, il Prof. Marandola, il Prof. Labib, il Prof. Kasonga, il Dr. Yassa, e la D.ssa Mulundu, avviano uno studio sul rapporto MTS/HIV.


Parallelamente la strategia di Sharing Life vira verso una politica di cooperazione diretta con il Governo zambiano, tesa all’ottimizzazione dei fondi per la lotta all’AIDS. Intanto lo studio permette di correlare positivamente MTS e HIV, così in Italia si comincia a lavorare per mettere a punto un modello strategico e trasversale per la lotta alle MTS, applicabile a livello organico in tutti i Paesi colpiti dalla pandemia dell’ AIDS, partendo dalla Zambia, scelta come Paese Pilota. Nel 2009 il modello vede la luce, mentre nei successivi due anni si arricchisce di continui perfezionamenti.


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